Introduzione
Le metodologie e i principi che stanno alla base della costituzione della banca dati degli oli monovarietali italiani.
Gli obiettivi originari dei percorsi Istituzionali di certificazione
dell'olio (Dop e Igp), cioè di assicurare al consumatore la
disponibilità di un prodotto con garanzie di qualità, origine e
provenienza ed al produttore un'autonoma capacità di sostentamento,
sembrano parzialmente compromessi per effetto della scarsa "tipicità"
di quanto proposto al consumo. Infatti, il consumatore di olio di
qualità, nella maggioranza dei casi, si confronta con un'offerta di
prodotti differenziati solo nel nome e nel prezzo, ma non nelle
sensazioni percepite con gli organi di senso. Le caratteristiche di
colore, odore e sapore utilizzate a descrizione del quadro sensoriale
dell'olio possono rappresentare, invece, un mezzo efficace per
conquistare credibilità e fiducia presso il consumatore dotato di
capacità critica e disponibilità economica che, sempre più, stabilisce
con il prodotto un rapporto basato su un'identità chiara e ripetibile.
Certamente
il percorso a Dop/Igp, così come immaginato dai legislatori nazionali e
comunitari, resta un valido strumento per l'affermazione dei produttori
sul mercato dell'olio di qualità certificata, così come dimostrato da
alcuni di essi che riescono a collocare il loro prodotto su mercati
anche lontani e su canali nuovi. Nel contempo, però, anche la
differenziazione dell'offerta su base sensoriale, così come conferita
dal genotipo di appartenenza, assume un ruolo primario, nel tentativo
di stabilire un rapporto duraturo e di reciproco interesse con il
consumatore.
L'eventuale desiderio di perseguire la produzione
di oli con peculiari caratteristiche compositive e sensoriali, impone
una parziale revisione delle attuali strategie di produzione,
trasformazione e valorizzazione commerciale dell'olio, indirizzando gli
interventi non solo verso la produzione di olio con una generica
qualità (extravergine) o una generica identità territoriale e/o
genetica (extravergine a Dop/Igp), ma anche verso la produzione di olio
con una rilevante identità genetica (varietale) che, in quanto tale,
trova radici quasi esclusive anche nel territorio di origine.
Alcuni
tra i produttori più avveduti, indifferentemente dalla posizione
geografica, hanno provveduto autonomamente ad un aggiornamento in campo
agronomico e tecnologico operando una diversificazione della loro
produzione anche su base varietale, con notevoli progressi produttivi
in termini di quantità e qualità e con notevole ricaduta economica. E'
facile immaginare come in un tale contesto possa trovare spazio anche
il rilancio della coltivazione di molte importanti varietà autoctone,
nonché di altre a limitata diffusione e/o a rischio di estinzione.





