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Olivo: un patrimonio per l'agricoltura e il territorio dell'Emilia-Romagna

L'Emilia-Romagna, possiede oggi un patrimonio olivicolo importante, sia sul piano economico sia sul piano paesaggistico e ambientale, anche se limitato ad alcune particolari aree del proprio territorio. L'IBIMET CNR di Bologna conduce da oltre 20 anni attività rivolte alla tutela, salvaguardia e valorizzazione delle cultivar autoctone di olivo in Emilia-Romagna.

L'Emilia-Romagna, pur essendo una regione ad interesse prettamente frutticolo, presenta un'olivicoltura da olio caratterizzata da prodotti di alto livello qualitativo, la presenza sul territorio di cultivar autoctone, le caratteristiche dei microambienti e l'adozione di tecniche razionali nella coltivazione dell'olivo, garantiscono l'ottenimento di oli ad elevato valore nutrizionale ed organolettico.

La tutela delle cultivar autoctone di olivo e la loro reintroduzione nelle zone rurali collinari e pedecollinari dell'Emilia-Romagna assumono sempre più non solo un valore produttivo ma anche un importante valore ecologico contribuendo alla salvaguardia del paesaggio e al miglioramento dell’assetto idrogeologico dei terreni.

L'Emilia-Romagna, possiede oggi un patrimonio olivicolo importante, sia sul piano economico sia sul piano paesaggistico e ambientale, anche se limitato ad alcune particolari aree del proprio territorio. L’olivicoltura è ampiamente diffusa in tutta la provincia di Rimini e sulle prime colline della provincia di Forlì-Cesena. In provincia di Ravenna è presente esclusivamente nel comprensorio brisighellese. La coltura ricompare poi sporadica anche sulle colline bolognesi, sui versanti più riparati e protetti dai venti freddi provenienti da nord.

L’olivo in queste zone trova le condizioni migliori di coltivazione nei territori di media e bassa collina ove mantiene una propria valenza economica e, con la viticoltura, costituisce talvolta l’unica coltura arborea intensiva possibile. La coltura solitamente occupa, in questi territori, le aree marginali che presentano elevate pendenze e sono difficili da coltivare ed è proprio in questi ambiti territoriali che l’olivo diventa anche un importante elemento del paesaggio rurale e svolge un ruolo insostituibile di salvaguardia ambientale.

I dati statistici attuali affermano che la coltura dell’olivo si sviluppa, in regione Emilia Romagna su una superficie complessiva di circa 5.500 ha, di cui il 56% in provincia di Rimini, il 30% in provincia di Forlì-Cesena , il 13% in provincia di Ravenna e l’1% in provincia di Bologna. Le aree geografiche di riferimento e più importanti per la coltivazione dell’olivo in Regione sono: le valli dei fiumi Marecchia, Marano e Conca in provincia di Rimini, le valli del Rubicone, del Savio, del Bidente e del Montone in provincia di Forlì-Cesena e le valli del Senio e del Lamone in provincia di Ravenna. Una recente e significativa ricomparsa della coltura dell’olivo si ha anche in provincia di Bologna, in alcune aree collinari e limitatamente ai versanti più riparati dai venti freddi settentrionali.

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